ANNO XII - &MAGAZINE - 

Forever Yayoi

Forever Yayoi

Qualche giorno fa, abbiamo saputo che Yayoi Kusama era morta. Aveva novantasette anni ed era scomparsa, in realtà, il 14 agosto, in un ospedale di Tokyo.

Eppure c’è stato un tempo, a New York, in cui sembrava dovesse morire ogni giorno.

Era il 2019. A Manhattan le sue opere, nel secondo mercato,  passavano da un dealer all’altro con quella discrezione febbrile che il mercato riserva agli artisti molto celebri, molto anziani e ancora abbastanza vivi da poter essere venduti. Arrivavano fotografie, misure, provenienze, prezzi. Pois, zucche, reti infinite. Cambiavano i proprietari, gli intermediari, le aspettative. Non cambiava la domanda, quasi mai pronunciata: quanto tempo le resta?

La sua età avanzata aveva già un prezzo.

Il mercato dell’arte sa essere sentimentale, ma soltanto dopo aver fatto i conti, e cosi ogni mattina si svegliava vedovo di Kusama e ogni sera scopriva che lei era ancora viva, ancora al lavoro, ancora capace di aggiungere un’opera all’infinito e qualche zero alla propria leggenda.

Nello stesso anno, da David Zwirner, “Every Day I Pray for Love” portava a Chelsea una nuova Infinity Mirror Room. La gente faceva la fila lungo la strada per entrare pochi istanti e fotografarsi dentro l’universo di qualcun altro. Oggi sembra normale. Allora non lo era ancora del tutto.

Eravamo già entrati nell’epoca del selfie, naturalmente, ma conservavamo l’illusione che una mostra fosse soprattutto qualcosa da guardare. Kusama aveva capito prima degli altri che presto non ci sarebbe più bastato osservare un’opera: avremmo voluto abitarla, apparirvi dentro, portarne a casa la prova.

Quella fila per entrare nell installazione di “Every Day I Pay for Love”, l’ho fatta anche io e adesso appartiene a un passato abbastanza vicino da poterlo ricordare ma abbastanza lontano da sembrare innocente. Non c’erano ancora musei progettati come fondali per Instagram, esperienze immersive prodotte in serie e stanze luminose nelle quali l’infinito dura il tempo necessario per una storia. C’era Kusama. E prima che il sistema trasformasse tutto in spettacolo, lei aveva trasformato la propria ossessione in spazio.

Questa è la differenza.

I suoi pois non erano una decorazione. Erano una forma di dissoluzione. Ripetendosi, cancellavano il confine tra il corpo e ciò che lo circondava. Le zucche non erano allegri feticci pop: erano presenze domestiche, grottesche e rassicuranti, sopravvissute alla fame, alla guerra, alla paura. I suoi specchi non promettevano l’eternità. Mostravano quanto siamo piccoli quando proviamo a guardarci dentro.

Poi il mercato fece ciò che il mercato fa: trasformò l’ossessione in riconoscibilità, la riconoscibilità in marchio e il marchio in prezzo. Kusama divenne una delle rarissime donne capaci di conquistare contemporaneamente i musei, le aste, la moda e il pubblico. Fu avanguardia e prodotto di lusso, trauma e spettacolo, artista radicale e immagine globale.

Ma è troppo facile rimproverarle il successo. Kusama non ha inseguito il nostro tempo: lo ha preceduto. Quando siamo arrivati, con i telefoni sollevati e il bisogno disperato di comparire, lei aveva già costruito la stanza.

Da giorni il mondo è pieno delle sue fotografie. Video, pois, zucche, stanze specchianti, dichiarazioni d’amore. La stessa industria che per anni aveva calcolato il valore della sua morte adesso ne celebra l’immortalità. Anche questo fa parte dello spettacolo, e forse lei lo avrebbe capito meglio di chiunque altro.

Nel 2019, a Manhattan, sembrava dovesse morire ogni giorno perché ogni giorno qualcuno aveva qualcosa da vendere.Ora che è morta davvero, resta ciò che il prezzo non riusciva a misurare: una donna giapponese, sola e ostinata, che prese le proprie allucinazioni e cambiò lo spazio degli altri.

Grazie, Yayoi Kusama, per i pois per le zucche. E per averci dato un infinito nel quale, almeno per un minuto, abbiamo creduto di poter scomparire.


Logo &Magazine

DIRITTO ECONOMIA E CULTURA
Reg. Trib. Roma n. 144 / 05.05.2011
00186 Roma - Via del Grottino 13

logo_ansa_&magazine

Logo &Consulting

EDITRICE &CONSULTING scarl
REA: RM1297242 - IVA: 03771930710
00186 Roma - Via del Grottino 13

Perizie e Consulenze tecniche in ambito bancario e finanziario di &Consulting

logo bancheefinanza menu

WEBSITE POLICIES

Legal - Privacy - Cookie

Gestione cookie